Parrocchia

Santi Pietro apostolo e Marco evangelista

Pieve a Nievole



Storia


L’antica pieve di San Pietro "prope Neure"
L'attuale edificio della chiesa parrocchiale dei Santi Pietro apostolo e Marco evangelista è molto probabilmente sovrapposto all'antica plebs Santi Petri de Neure (cfr. Atti Tavole Rotonde, vol. 1) menzionata per la prima volta in un documento del 21 maggio dell'anno 700, conservato in copia presso l'Archivio storico di Lucca.
L'antica Pieve viene menzionata anche in un documento del febbraio 716, un verbale redatto nella chiesa di San Pietro a Neure a risoluzione di una disputa circa i confini tra il vescovo di Lucca e quello di Pistoia; quest'ultimo si impegna formalmente, dinanzi al rappresentante del re Liutprando, a rispettare l'influenza lucchese sulla pieve di San Pietro e le altre chiese da essa dipendenti sparse sul territorio del piviere di Neure. Della prima costruzione - forse in legno - non sono rimaste tracce; è probabile, tuttavia, che ne restino testimonianze archeologiche all'interno del perimetro della chiesa attuale; la scarsa profondità del terreno, tuttavia, fa temere che le riedificazioni del sec. XII e quella ottocentesca abbiano tutto cancellato. Le vicende dell'edificio lungo i secoli rimangono oscure tranne che per alcuni periodi di cui sono rimaste tracce architettoniche o archeologiche.


La riedificazione del XII secolo
Si sa che l'importanza dell'antica pieve di San Pietro a Neure andò crescendo fino al XII secolo quando anch'essa venne completamente ricostruita ed ampliata nel quadro del più ampio disegno di ammodernamento delle pievi lucchesi. La pianta della chiesa della fine del XII secolo è ricostruibile attraverso la testimonianza del Catasto leopoldino degli anni venti del XIX secolo e confermata da quanto emerso dalle due campagne archeologiche effettuate nel 1997 - '98 (cfr. Atti Tavole Rotonde, vol. 3). L'edificio venne ingrandito, al punto di essere tra le maggiori pievi del territorio lucchese; edificata una torre campanaria di notevoli dimensioni (di questa costruzione resta ancora oggi intatta la base dell'attuale campanile restaurata nel 2008) ed ampliati gli edifici di servizio (una porzione di edificio fortificato a fianco della torre rimane ancora oggi in elevato, ma inglobato in un edificio civile (cfr. Atti Tavole Rotonde, vol. 2 p. 45) e le tracce archeologiche di massicce fondazioni rendono conto del muro di fortificazione che circondava il complesso ecclesiastico comprensivo dell'abitazione e della corte interna per la raccolta delle decime. Riferibile a questo periodo aureo della pieve di Neure, è un piccolo manufatto devozionale, una crocetta in fusione di piombo (cfr. Atti Tavole Rotonde, vol. 3 p. 29), tipica dei pellegrini, rinvenuta in una inumazione antica, e databile tra la fine del secolo XI e gli inizi del XII, oggi conservata nei locali parrocchiali, e un 'tesoretto' di ventiquattro monete d'argento, di origine veneta, conservate presso il museo di Larciano.

La decadenza nei secoli XIV e XV
Il susseguirsi di disordini politici, guerre e devastanti epidemie (cfr. Atti Tavole Rotonde, vol. 2 p. 33), segnano in questo periodo il progressivo ed inarrestabile declino della pieve di San Pietro; la popolazione e il clero stesso cercano rifugio nel borgo fortificato di Montecatini, abbandonando le malsane e pericolose pianure. L'antica e gloriosa pieve, il cui pievano ormai risiede altrove, viene trascurata e rimane a servizio della poverissima popolazione rurale che non può abbandonare il territorio nonostante i pericoli. Alla visita pastorale del 1430 la chiesa risulta in uno stato di abbandono totale, le suppellettili risultano indecorose e addirittura il fonte battesimale viene trovato spezzato e non più utilizzabile.

La rinascita
Dal XVI secolo le testimonianze archeologiche evidenziano un riprendere delle attività, ma il risorgere dell'abitato (cfr. Atti Tavole Rotonde, vol. 4) e del luogo di culto è legato all'imponente sviluppo demografico che si registra dal XVII secolo in poi. La chiesa, in pessime condizioni, subisce il crollo della navata laterale in cornu evangelii - a sinistra per chi entra - e le arcate vengono tamponate in maniera approssimata per poter continuare, in qualche modo, ad utilizzare l'edificio. Nell'anno 1700 risulta completato l'ampia e luminosa cappella della compagnia del Corpus Domini edificata per volere popolare, forse anche per sopperire alle esigenze di culto che non potevano essere soddisfatte dalla fatiscente antica pieve, ora semplice rettoria sotto la dipendenza della propositura di San Pietro apostolo (già San Michele arcangelo) sul colle di Montecatini. Le cose vanno avanti così nel continuo e progressivo degrado dell'edificio fino a quando, negli anni venti del XIX secolo, gli ingegneri del Granduca constatano l'impraticabilità del progetto di restauro della chiesa per l'eccessivo deterioramento dell'immobile. Si giunge così alla progettazione ed esecuzione di una nuova chiesa per opera dei Bernardini (cfr. Atti Tavole Rotonde, vol. 1), nota famiglia di artigiani/architetti, che, in quel periodo, costruisce tre chiese in Valdinievole, più o meno simili, in un sobrio stile neoclassico: San Leopoldo ad Albinatico, Santa Maria della Neve a Chiesina Uzzanese e questa in Pieve a Nievole completata nel 1846.
Da allora in poi non si verificano fatti degni di nota e la storia diventa cronaca.

NB - Gli Atti Tavole Rotonde a cui si fa riferimento sono scaricabili dal sito del Centro Studi Storici "San Pietro a Neure" all'indirizzo: www.sanpietroaneure.it